San Sebastiano
Dall’altro lato del Salone un’interpretazione particolare del classicismo seicentesco e del naturalismo di Caravaggio ad opera di Nicolas Régnier, caratterizzata da un’elegante studio dell’anatomia, da forme morbide e da una luce soffusa che accarezza i corpi. Nell’opera dell’artista francese, attivo a Roma e a Venezia, il momento del martirio diviene già beatitudine nello sguardo implorante verso il cielo, nella bocca semiaperta, nell’abbandono del corpo.Presentato in piedi, seduto in primo piano, le braccia legate sopra la testa al tronco di albero, il santo invade il campo della tela. Il suo corpo nudo, modellato con un forte chiaroscuro, ereditato dal passato caravaggesco di Régnier, si staglia su un paesaggio crepuscolare sommariamente schizzato. Il cromatismo di grande raffinatezza gioca sui toni smorzati al fine di rinforzare il carattere patetico della scena. Nella posa elegante, nell’anatomia scultorea e nell’espressione languida si riconosce qui una formula stilistica tipica del Seicento bolognese, resa celebre da Guido Reni.

