Zuppiera a forma di gallo
Il gallo costituisce un esemplare rarissimo di contenitore a forma di animale prodotto dalla fabbrica novese alla fine del Settecento. Il collo, la testa e le piume della coda fungono da prese del coperchio di un capiente contenitore costituito dal corpo dell’animale. Analoghe zuppiere zoomorfe settecentesche si trovano in altre collezioni pubbliche. La produzione troverà maggiore diffusione nella prima metà dell’Ottocento, accompagnandosi, nei temi, alla decorazione della ceramica popolare degli Antonibon, Viero, Cecchetto, a Nove, Todescan a Monticello Conte Otto, Pesaro e Sebellin a Vicenza.Il modello è tuttavia colto e va ricercato nell’analoga produzione europea settecentesca, della manifattura Hannong di Strasburgo, di quella Perrin di Marsiglia e De Bay di Sceaux. La resa naturalistica degli animali è più credibile grazie ai colori molto vicini al reale ottenuti “a piccolo fuoco”, una terza cottura a bassa temperatura che consentiva al pittore di utilizzare colori inadatti alle alte temperature. La semplificazione delle forme di questa zuppiera appartiene ad una stagione già influenzata dalle volumetrie neoclassiche, anticipatrici delle mode ottocentesche.

