Gruppo raffigurante: Prudenza Fortezza Docilità e Abbondanza
Il gruppo non dipinto è noto come “gruppo delle Virtù”.L’iconografia delle figure segue solo parzialmente il prontuario seicentesco dell’Iconologia di Cesare Ripa, che solitamente gli artisti utilizzavano per dare forma alle figure allegoriche. Se ne discosta infatti sensibilmente nella personificazione della Fortezza che è presentata più con gli attributi della Costanza, cioè come una donna che tiene la mano sinistra sopra un vaso da cui fuoriescono delle fiamme, mostrando di volersi bruciare la mano ed il braccio, quando l’iconografia tradizionale la vorrebbe invece associata ad un leone o ad un elefante. Le altre tre virtù seguono letteralmente il testo di Ripa: così l’Abbondanza, sul retro del gruppo, è raffigurata come una bella donna che tiene con la destra il corno della dovizia pieno di vari frutti; la Docilità, sul davanti, come una vergine vestita di bianco con una ghirlanda di fiori in capo ed un agnello in braccio e infine la Prudenza, come una donna con l’elmo dorato in testa dotata di due volti. L’attribuzione tradizionale del gruppo a Domenico Bosello è confermata dalla tendenza ai piani larghi, alle figure monumentali, nelle quali pur nella ricercata graziosità degli insiemi, spira dalle singole figure una gravitas da statuaria classica.La progettazione delle singole figure e dei gruppi trovano la loro fonte di ispirazione nella scultura neoclassica. Il riferimento più prossimo è nella produzione di Filippo Tagliolini per la manifattura di Capodimonte e nei biscuits romani di Giovanni Volpato.

