Stampe calcografiche e xilografiche
Dalla fine del XIV secolo si diffuse in Europa la tecnica xilografica per la riproduzione a stampa delle immagini. Di alcuni decenni posteriore è la calcografia, che nel tempo sperimentò sempre nuove tecniche di incisione. La calcografia è l’incisione su lastra di rame, che può essere fatta in maniera diretta - con il bulino, la puntasecca etc. - o indiretta, con acidi che corrodono il metallo (come l’acquaforte). Diversamente che nella xilografia in cui l’incisore asporta il legno dalla matrice così da lasciare in rilievo i contorni del disegno che saranno inchiostrati per la stampa, nella calcografia egli li incide in incavo nel metallo. Il differente materiale di cui è fatta la matrice (legno nell’una e metallo nell’altra) determina nella stampa finale un tratto più grosso e rigido nella xilografia, più sottile e libero nella calcografia. Mentre le xilografie sono impresse con un normale torchio tipografico, la stampa di una calcografia richiede un torchio calcografico. Una volta incisa, la lastra viene inchiostrata abbondantemente con un tampone così che l’inchiostro penetri in tutti i solchi incisi, anche quelli più sottili. Lo stampatore rimuove quindi l’inchiostro in eccesso con pezze di cotone e ripulisce delicatamente la lastra con il palmo della mano, curando di lasciare l’inchiostro solo nei tratti incisi. Adagiata la matrice di rame sul piano del torchio, viene sovrapposto un foglio di carta inumidito ed un feltro per attutire la pressione. Azionati manualmente, i cilindri del torchio ruotano facendo scorrere tra loro il piano con lastra, foglio e feltro: la pressione fa scaricare l’inchiostro dai solchi dell’incisione al foglio di carta. Le stampe sono quindi stese ad asciugare. La calcografia, con i suoi tratti sottili in grado di produrre effetti di chiaroscuro, si impose nella riproduzione di celebri dipinti o nell’esecuzione di soggetti raffinati, mentre la xilografia dai tratti più rigidi e spessi rimase più vincolata ad una produzione prevalentemente popolare. Nonostante questa tendenza generale, si realizzarono però anche xilografie raffinate e calcografie di carattere popolare. Nel corso dell’Ottocento la litografia - e poi la fotografia - soppiantarono l’incisione su rame che riproduceva soggetti d’arte. Tuttavia esse non soppiantarono la stampa d’arte che garantì la sopravvivenza della tecnica xilografica, scegliendola come mezzo espressivo.

