Refettorio dei frati osservanti
E’ uno dei capolavori di Magnasco. All’interno di un enorme edificio a tre navate è in svolgimento un affollato e sontuoso banchetto di frati. La scena è vista secondo un punto di vista rialzato, a volo d’uccello. Nella navata centrale, i frati, minuscoli rispetto alla architettura grandiosa, si dispongono lungo tre grandi file di tavolate che si sviluppano in profondità e convergono prospetticamente verso il fondo. Considerando che l’avvenimento raffigurato si deve ritenere eccezionale e osservando anche che molti monaci tengono sulla schiena dei grandi cappelli, portati per il viaggio e ora annodati al collo, si può pensare che il Refettorio sia il momento conclusivo di un appuntamento importante, come per esempio un Capitolo Generale dell’Ordine. Questo giustificherebbe la presenza delle due guardie che vediamo appoggiate ai pilastri delle due balaustre laterali alla scala di ingresso, probabili scorte a qualche importante ecclesiastico.Il linguaggio pittorico raffinatissimo e prezioso, giocato su variazioni di colore grigio e marrone, con tocchi di azzurro e di rosso, come anche l’impostazione scenografica, portano a datare il dipinto nella fase matura dell’artista, ossia all’inizio degli anni Quaranta del Settecento.Contrariamente ad altre opere rappresentanti scene di vita quotidiana di frati, sempre molto austere, sembra qui ravvisabile un severo giudizio morale sulla ricchezza e sul lusso dell’ordine monastico, in contraddizione al voto di povertà a cui esso doveva obbedire. Infatti la critica mette in relazione questi soggetti nel catalogo dell’artista con le richieste della committenza giansenista lombarda.

