Facciata affrescata di casa Dal Corno
Il grande affresco proviene da casa Dal Corno, un edificio che ancora oggi si affaccia sul lato orientale di piazzotto Montevecchio a Bassano. Staccato nel 1975 per evitare un ulteriore degrado, è stato collocato in museo nel 1982. Si tratta di un’opera giovanile dell’artista, preziosa e rara testimonianza della produzione ad affresco di Jacopo. Ancora in fase di studio è il significato della complessa iconografia dell’opera: nel registro superiore dei putti giocano con una tenda tra balaustri disposti in profondità; uno di essi, all’estrema sinistra, reca un corno, riferimento alle insegne araldiche della famiglia committente. Al di sotto si snoda un fregio di animali, strumenti, medaglie e libri a monocromo; ancora sotto, in corrispondenza del piano nobile, sono tre grandi nudi femminili entro nicchie (forse la Prudenza, la Retorica e l’Industria), mentre in una porzione più ampia della parete è raffigurato Sansone che uccide i Filistei. Nell’ultima fascia, infine, sono rappresentate quattro scene bibliche incorniciate da ovali, mentre nello spazio sotto il balcone stava un Putto idropico steso su due ossa incrociate presso una clessidra accompagnato dal motto: Mors omnia aequat (la morte rende uguali tutte le cose).
Per quanto riguarda l’interpretazione dell’opera, ideata probabilmente dal dotto nipote Lazzaro Dal Corno, essa potrebbe alludere al rapporto tra peccato e redenzione, attraverso i vari accostamenti degli animali e al salvifico sacrificio di Cristo, attraverso le scene bibliche che lo prefigurano. Il significato generale potrebbe anche essere collegato allo studio sul rapporto tra attività intellettuale e morale e la religione, tematiche affrontate presso la scuola aristotelica padovana.

