San Valentino battezza Santa Lucilla
L’opera, uno dei grandi capolavori dell’artista, è firmata sul gradino e proviene dalla chiesetta bassanese di Santa Maria delle Grazie. Essa mostra un episodio raramente rappresentato dell’agiografia del santo. Vi è raffigurato infatti il prete Valentino, consegnato all’ufficiale Nemesio a seguito del suo tentativo di convertire l’imperatore Claudio II, spietato persecutore dei cristiani; è in questa occasione che egli conosce la figlia di Nemesio, Lucilla, cieca dall’età di due anni e, dopo averle ridonato la vista, converte entrambi al cristianesimo. Il dipinto rappresenta il momento del battesimo di Lucilla, e contemporaneamente la discesa di due angioletti, giunti a recare al santo la palma del martirio: per aver convertito Nemesio e la figlia, infatti, Valentino verrà decapitato. L’episodio è attualizzato attraverso la scelta di vestire i personaggi secondo la moda del Cinquecento, ma anche grazie alla presenza di un oggetto ben noto alla comunità bassanese contemporanea; infatti la croce astile recata dal chierichetto riproduce con fedeltà quella in dotazione al duomo cittadino nell’assetto precedente al restauro seicentesco durante il quale il nodo fu sostituito. Essa fu realizzata nel 1449 dal maestro fiorentino Filarete e oggi è esposta in teca a fianco del dipinto.
La ricerca della resa della luce sui materiali e sui colori raggiunge in quest’opera effetti ineguagliabili lodati dalle fonti.

