Trittico della Pietà
Appartenenti forse ad un trittico con cornice intagliata a traforo, i tre dipinti raffigurano Cristo in pietà e i santi Andrea e Nicola. Lo schema della tavola centrale è quello del Vesperbild, desunto dalla tradizione dei gruppi scultorei nordici, in cui la Madonna afflitta sostiene in grembo il Figlio morto, secondo una tipologia finalizzata ad accentuare il dramma umano e privato della Madre e suscitare così maggiore commozione negli spettatori.
La composizione piramidale delle due figure sacre collocate convincentemente in prospettiva, - si veda lo scorcio del corpo di Cristo – concede ampio spazio ai lati della tavola centrale ad una profonda veduta di paesaggio con fiumi, piante e un castello in lontananza. Il tutto è immerso in una luce calda quasi di crepuscolo.
Nelle tavole laterali, entrambi i santi, che recano in mano i loro consueti attributi, sono raffigurati in piedi, ritagliati su fondi azzurri cupi privi di figurazione.
Nel trittico si nota un tentativo di caratterizzare realisticamente i soggetti, come è particolarmente evidente negli incarnati che descrivono i volti con pennellate sottili che rimarcano il disegno.
Un tempo variamente assegnato unicamente o ad Antonio Vivarini o a Bartolomeo Vivarini, al giorno d’oggi si ritiene che l’opera sia piuttosto frutto di una collaborazione tra i due artisti tra loro fratelli e databile verso il decennio 1450-60.

