IL TEATRO SOCIALE DI BASSANO
In occasione dei duecento anni dalla nascita di Giuseppe Verdi e in concomitanza con l’avvio della programmazione di Operafestival, la Biblioteca civica di Bassano dedica una mostra allo storico Teatro Sociale, divenuto poi cinema “Astra”, palcoscenico cittadino importante sul quale sono passati i maggiori interpreti della scena lirica, musicale e teatrale dell’Ottocento e del primo Novecento.
Basterebbe un nome: Niccolò Paganini, il violinista, compositore e virtuoso senza pari che salì sul palco del teatro, prese in mano il suo magico violino e – come narrano le cronache - “in una serata memorabile fece scattare il pubblico ripetutamente”. Era il 1816 e il teatro che ospitò quella serata irripetibile era il Teatro Nuovo, poi ribattezzato Teatro Accademico e infine Teatro Sociale, di Bassano del Grappa.
Basterebbe dunque questo nome per accendere la luce, se mai ce ne fosse bisogno, sulla grandissima importanza per la crescita della cultura e dell’identità cittadina rivestita da questo Teatro che fu tanto caro, e lo è tuttora almeno nel ricordo, a Bassano e ai Bassanesi. Un teatro che - finché è esistito nella sua forma e nel suo ruolo originale - è stato sempre vivo e vivace. Molto di più di un semplice palcoscenico. Semmai un luogo di incontro e di confronto, di divertimento e di crescita civile: affacciato sul balcone naturale che guarda alle montagne, che un tempo si chiamava Via delle Grazie e che oggi, a perenne memoria di una tragica pagina della nostra storia recente, porta il nome di Viale dei Martiri.
La mostra prende le mosse dai primi passi che portarono in città alla decisione di costruire un nuovo teatro: il 25 gennaio del 1802 l’Accademia, formata da 29 soci, si riunì per la prima volta in una caffetteria in piazza per prendere questa storica decisione; il progetto di Giacomo Bauto fu approvato dalle autorità competenti l’anno seguente e dopo soli quattro anni il Teatro era cosa fatta. L’inaugurazione solenne avvenne il 15 settembre 1811 con la rappresentazione dell’opera comica “Don Papirio, ossia La donna di più caratteri”, testo poetico di Giuseppe Palomba, con musica di Carlo Guglielmi.
Ripercorrendo la storia degli spettacoli lungo l’Ottocento, con rappresentazioni operistiche di tutto rispetto che videro la presenza di cantanti attivi nei maggiori teatri italiani (Teatro La Fenice di Venezia, Teatro alla Scala di Milano) e di direttori importanti come Gaetano Mares (scelto da Giuseppe Verdi per dirigere le prime rappresentazioni assolute di “Ernani” e di “Traviata” alla Fenice nel 1844 e nel 1853), la mostra permette di ricostruire la vita del teatro: locandine degli spettacoli, inviti, foto, libretti d’opera stampati per le rappresentazioni bassanesi raccontano uno spaccato culturale di grande importanza per città. Fino ad arrivare al ‘900, quando nel 1906 arriva anche a Bassano il cinematografo e si cominciano a proiettare in teatro i primi cortometraggi; e poi la sospensione delle attività nel terribile periodo bellico, la riapertura con le esibizioni di cantanti come Mafalda Favero, Toti Dal Monte, Lina Pagliughi e del giovane Tito Gobbi, accolto con un entusiasmante successo nel ruolo di Scarpia nella “Tosca” di Puccini, rappresentata nel 1942. Ancora la guerra che vede il Teatro Sociale usato come prigione per il rastrellamento del Grappa, e infine la sciagurata decisione di trasformare il teatro in cinema sul progetto “modernista” dell’architetto Francesco Bonfanti. L’invito ufficiale stampato per la riapertura, datato 10 dicembre 1949, con la proiezione del film inaugurale “Giovanna d’Arco” con Ingrid Bergman, segna la fine di una storia gloriosa.
La mostra rimarrà aperta nei locali della Biblioteca civica fino al 31 agosto con i seguenti orari: lunedì 14.30-18.30; da martedì a venerdì 9.00-18.30 e sabato 9.00-13.00.

