Sala 7
La terraglia dell'Ottocento
Nell’Ottocento una grave crisi politico-economica costrinse molte fabbriche di porcellana a chiudere. Sopravvissero molte manifatture specializzate nella produzione di terraglia, all’epoca considerata il materiale ideale per la piccola scultura e per il vasellame d’arredo di gusto neoclassico. Nel vicentino, oltre al successo della manifattura Baccin, poi Cecchetto, di cui ammiriamo questa curiosa fiasca, assistiamo nel XIX secolo ad un fiorire di manifatture incentrate sulla produzione di terraglia all’inglese, le cui caratteristiche sono state precedentemente illustrate nella sala 5.La fiasca, decorata a mazzi di fiori con un uccellino, presenta l’iscrizione: “1832/ Bevemo compagni/ Lascemo i malani/ Che nascono al mondo/ W/ Sebellìn”. In un cartiglio azzurro si legge: “Evviva tutti li veri amici di Sebellìn”. La decorazione floreale si ispira liberamente alla produzione settecentesca degli Antonibon, mentre l’uso dell’iscrizione dedicatoria trova numerosi riscontri nella prassi delle fabbriche novesi di ceramica popolare di primo Ottocento. Riferita alla produzione di Giovanni Cecchetto, la fiasca costituisce un esempio di produzione popolare in una forma poco rappresentata.

