Ritratto del cavaliere di Malta

Immagine decorativa

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Resecato in un restauro ottocentesco, forse ancora in collezione Riva, e ridotto ad un formato poligonale “Biedermeier”, il bel Ritratto del cavaliere di Malta dipinto ha anche sofferto di una drastica pulitura, che mette ora in evidenza l’imprimitura grigia dell’incarnato, privando il volto delle velature rosate e rossastre che si intravvedono ancora sull’orecchio destro e che dobbiamo immaginare estese sull’intero volto. Tali finiture, che dovevano apparire in velature trasparenti soprammesse in strati, giustificano l’attribuzione alla pittura fiamminga e il roboante nome di Van Dyck con il quale il dipinto entrò nelle collezioni bassanesi. Il ritratto è in realtà opera del più dotato figlio di Jacopo, Francesco, pittore ritrattista sapiente nella resa psicologica dei personaggi e dotato di una straordinaria capacità di documentare la moda dell’epoca: la gorgiera in lino bianco, il cappello con frontino e passamaneria dorata con una gran piuma fissata da un cammeo con testa femminile, la veste di velluto nero e la croce del cavalierato appesa ad un nastro contribuiscono a definire lo status del personaggio.

Pubblicato: martedì, 09 ottobre 2012 - Ultimo aggiornamento: martedì, 20 gennaio 2015