La collezione Chini

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Una preziosa raccolta di ceramiche greche e italiote, un unicum assoluto nel contesto museale veneto.

La Collezione Chini, entrata nel patrimonio del Museo in seguito al lascito di un illustre clinico di origine bassanese, il professor Virgilio Chini, è composta da ceramiche greche e italiote e da una raccolta di bronzi provenienti dall’Iran (regione del Luristan). La raccolta ospita reperti artistici ad opera delle popolazioni costituite da coloni greci e dai loro discendenti trapiantatisi nell’Italia meridionale a partire dal IX-VIII secolo, specialmente lungo le coste e in Sicilia. Sono manufatti di uso comune destinati a formare corredi funerari che ci permettono d’avere un’immagine della civiltà ceramica, e soprattutto pittorica, sviluppatasi nei territori della Magna Grecia prima della conquista romana, alla base della formazione di diversi gruppi di produzione ceramica dell’Occidente. La collezione rappresenta la più cospicua fra le acquisizioni recenti del Museo. L’attuale allestimento risale al 1979, in seguito alla donazione alla città del 1978 di una consistente collezione da parte di Virgilio Chini, autorevole clinico e collezionista. Come ogni raccolta antiquaria, anche questa trova i suoi limiti nella perdita totale di informazioni sui luoghi e sui contesti di provenienza dei reperti. Ideale è la sua collocazione nei due ambienti al piano terra (voluta dal donatore stesso), perché già appartenuti al convento di San Francesco e ancora decorati dagli affreschi primo quattrocenteschi, in quanto quegli stessi spazi avevano accolto la direzione del regio ginnasio superiore “G.B. Brocchi”, tenuta fra il 1890 e il 1923 dal padre del donatore Lorenzo Chini. Il primo nucleo della collezione è stato costituito in Puglia prima da Lorenzo e poi da Virgilio, e ciò spiega la netta prevalenza dei materiali riconducibili a questa regione, soprattutto dalla sua parte centrale: ceramiche greche e italiote o apule con decorazione per lo più di tipo geometrico (sala 1). Pochi sono gli oggetti che si riferiscono alla preistoria o a epoche successive; eccezionale è la piccola raccolta di bronzi dell’Età del Ferro provenienti dall’Iran occidentale (Luristan, sala 2). La Sezione numismatica è visitabile a richiesta.

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Elmo corinzio

Tra i più interessanti oggetti della collezione Chini troviamo l’Elmo corinzio della seconda metà del VI a.C., realizzato in bronzo fuso e decorato a incisione.L’opera per forma e decorazioni si può ricollegare all’area apula: proviene probabilmente dalla zona di Gioia del Colle, in cui si era insidiato un ceto guerriero aristocratico a partire dall’età arcaica. Si può osservare...

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Vaso alessandrino

Unico esempio di Plakettenvase, ovvero vaso con applicazione di placchette, che si conservi in Italia, ritrovato nel 1974 nel territorio pugliese, il Vaso alessandrino, in greco hydra, è decorato da un ramo d’edera dipinto in colore bianco tipico della ceramica greca mentre nelle placchette sono modellati un giovane cacciatore, un leone di profilo, una figura femminile seduta, forse...

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Bicchiere svasato zoomorfo

Questo Bicchiere svasato zoomorfo, in greco rython dal verbo “scorrere”, non aveva un uso domestico, bensì rituale: simili recipienti, anche forati nella parte inferiore, venivano utilizzati durante le libagioni, ovvero le cerimonie cui, nell’antichità si effettuava lo spargimento rituale del vino, di altre bevande o essenze per terra o su particolari siti o oggetti, come un altare o...

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Bracciale

Tra gli oggetti donati da Chini troviamo anche preziosi e rari oggetti d’oreficeria: anelli, bracciali, orecchini, gioielli in oro e pietre preziose dalla decorazione raffinata quanto moderna. Pregevole riproduzione dei tipici bracciali a nastro diffusi in età ellenistica, questo bracciale in oro e bronzo fuso, sbalzato, cesellato è impreziosito da un granato ovale al centro finemente...

Pubblicato: mercoledì, 29 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento: venerdì, 22 aprile 2016