Immagine decorativa

Zuppiera con decoro "ad uso di Marsiglia"

La zuppiera reca il motivo floreale “ad uso di Marsiglia” su due grandi riquadri a linee rette e curve alternate posti rispettivamente su ciascun fronte dell’oggetto e sul coperchio, la cui presa è sagomata a forma di pesca attaccata ad un ramo. Alla metà del Settecento, contemporaneamente ai primi esperimenti della produzione della porcellana (1752), la manifattura di Pasquale Antonibon introdusse nel suo repertorio decorativo il motivo “ad uso di Marsiglia”, un decoro floreale, definito anche “al mazzetto” o “alla rosa”, disposto asimmetricamente sulle superfici, reso con una squillante tonalità di rosa, su una maiolica tendente all’azzurro e assottigliata nello spessore del corpo ceramico per imitare la preziosità della porcellana.Il nuovi colori del decoro furono resi possibili grazie all’introduzione tecnica della cottura “a piccolo fuoco” o “a terzo fuoco”, adottata ad imitazione delle fabbriche di Strasburgo e di Marsiglia, dove il procedimento venne inventato negli anni ’40, perché alcuni colori utilizzati, ricavati dagli ossidi metallici, in particolare il porpora, pigmento derivato dal cloruro d’oro, non sopportano, in fase di cottura, elevate temperature (1100°- 1500° C).Dopo la prima cottura dell’oggetto ad alta temperatura, il decoro veniva completato con le porzioni mancanti, mescolate con polvere di vetro e un collante, e il manufatto veniva ricotto in forno a bassa temperatura (700 – 750 °C), permettendo così la fusione delle particelle vitree e l’evaporazione del collante. 

Pubblicato e aggiornato: giovedì, 20 settembre 2012