Sala 3A

Immagine decorativa

La maiolica settecentesca in Italia

Le vetrine della sala espongono oggetti appartenenti a differenti produzioni di maiolica in Italia. Nella vetrina centrale sono esposti piatti con bordo a rilievo eseguito a stampo, provenienti da Pavia, già ritenuti prodotti ad Angarano. La maiolica savonese del Settecento è qui rappresentata dall’alzata, siglata dal globo crucifero e dalle iniziali “A.L.”, della manifattura di Angelo Levantino, con paesaggini e figurini definiti “alla Callot” e dalla lastra ovale istoriata con la Sacra Famiglia, con un’iscrizione incompleta, sul retro, che attesta l’esecuzione da parte di Agostino Ratti. La lastra costituisce una delle quattro testimonianze documentate dell’attività del decoratore savonese. Tipico esemplare della manifattura Castelli è la ciotola, nel cui impasto è inserita polvere di mattoni della Casa di Loreto. La qualità e lo stile richiamano i modi del maggior decoratore di Castelli, Francesco Antonio Saverio Grue, detto il Dottore. Nella vetrina di sinistra si possono ammirare maioliche provenienti da Milano e Faenza. Le manifatture milanesi concorrenti di Felice Clerici e Pasquale Rubati presentano qui piatti con decoro ispirato al motivo giapponese Imari, a volte imitato, altre liberamente interpretato. A partire dal 1693, a Faenza, capitale storica della maiolica italiana, il conte Annibale II Ferniani introdusse nel repertorio decorativo della sua manifattura il motivo detto del “garofano”, con fascia “all’orientale” con graticcio nella balza, ampiamente rappresentato nel servizio esposto. Il motivo “a rovine con figure” decora la caffettiera che imita esemplari in argento.Nella vetrina di destra sono esposte maioliche di area fiorentina. Intorno agli anni Cinquanta del Settecento Lorenzo Ginori, direttore della manifattura di Doccia a Sesto Fiorentino, introdusse il Masso bastardo, un ibrido derivante da un biscotto di porcellana a pasta dura di natura silicea, coperto da una bianca smaltatura stannifera, composta cioè da un mix di silice, piombo e stagno, di costo inferiore alla porcellana, consentendo così notevoli utili economici alla manifattura fiorentina. 

Immagine decorativa

Zuppiera con decoro "ad uso di Marsiglia"

20 Settembre 2012

La zuppiera reca il motivo floreale “ad uso di Marsiglia” su due grandi riquadri a linee rette e curve alternate posti rispettivamente su ciascun fronte dell’oggetto e sul coperchio, la cui presa è sagomata a forma di pesca attaccata ad un ramo. Alla metà del Settecento, contemporaneamente ai primi esperimenti della produzione della porcellana (1752), la manifattura di Pasquale...

Pubblicato: mercoledì, 19 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento: martedì, 29 dicembre 2015