Sala 5

Immagine decorativa

La terraglia dell'Ottocento

Il piatto imita la terraglia all’inglese e costituisce un eccellente esempio di riproposizione di tecniche e di decori. La terraglia all’inglese era caratterizzata da un corpo ceramico bianco-grigiastro e dalla possibilità di essere lavorato in spessori sottili o a rilievo, la cui cottura era realizzata abbassando le temperature. Si otteneva un impasto leggero color avorio che era necessario impermeabilizzare con una economica vetrina a base di piombo. Principale produttore fu Josiah Wegdwood (1730-1795), discendente da una dinastia di ceramisti, fondatore di una fabbrica, l’ "Etruria", che sfornò le celebri terraglie color crema destinate a diventare, dopo l’acquisto di un servizio da parte della regina Carlotta, il vasellame preferito dalla nascente classe borghese. Un successo rapidissimo e mondiale arrise ai prodotti di Wedgwood. Giunta in Italia nella seconda metà degli anni Settanta, la terraglia color crema divenne una temibile concorrente della maiolica settecentesca. Anche a Nove Giovanni Maria Baccin volle inserire nel suo repertorio questo nuovo prodotto. Nei primi anni ottanta egli riuscì nell'intento grazie alla collaborazione di Pietro Poatto, che precedentemente aveva lavorato a Trieste. Accolta la sua supplica dal Senato veneziano egli poté fondare a Nove nel 1786 una fabbrica. Due anni dopo il conte Carlo Vicentini del Giglio eresse la sua, a Vicenza. La produzione di queste fabbriche si orienta su due linee, da un lato la riproposizione di forme e decori delle contemporanee produzioni di porcellana o maiolica fine, dall'altro l'imitazione - talvolta fino alla marca impressa - della grande produzione inglese.

Pubblicato: giovedì, 20 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento: mercoledì, 27 aprile 2016