Tazza da brodo con piatto
Nella vetrina che ospita la tazza da brodo è esposto un eccezionale nucleo di ceramiche di fattura Antonibon. Il termine porcellana deriva da una conchiglia dei mari orientali, la Concha Venerea, che i portoghesi chiamarono “porsolana”. La porcellana è un tipo di ceramica molto prezioso e si caratterizza per compattezza, resistenza, impermeabilità , bianchezza e lucentezza. Già prodotta dai cinesi in età tardo antica, la tecnica di lavorazione della porcellana si diffuse in Europa a partire dal 1709 per merito dell’alchimista tedesco Giovanni Federico Bottger. Tale tecnica prevede fino a tre cotture, al termine della prima delle quali si ottiene il cosiddetto “biscotto”.A Nove le prime sperimentazioni per la produzione della porcellana ebbero luogo nel 1752. Per definire l'impasto Pasquale Antonibon si valse della collaborazione di Lorenzo Levantin, che a Vincennes aveva appreso i segreti della materia, e per i forni prima di tecnici francesi e poi, con maggior successo, del sassone Giovanni Sigismondo Fischer. Solo nel 1762 l’ Antonibon ritenne il suo prodotto degno di essere presentato al Senato veneziano. La produzione riprenderà tuttavia solo nel 1765 per un suo lungo periodo di malattia. Dal 1773 al 1782, la fabbrica sarà poi affittata a Giovanni Maria Baccin, finché il figlio di Pasquale, Giovanni Battista Antonibon associatosi con Francesco Parolin, ne riprenderà la direzione conducendola fino al 1802, quando la fabbrica viene nuovamente affittata a Giovanni Baroni, cui nel 1811 succederà il figlio Paolo. Quest'ultimo restituirà l'azienda agli Antonibon nel 1825.I prodotti in porcellana, di impasto più bianco di quelli dei Cozzi, si segnalano per la qualità dei modelli e dei decori e comprendono oltre a diversi tipi di tazzine da caffè, a coppa, a campana, cilindrica, tazze da brodo e giardiniere.La tazza da brodo veniva offerta come dono simbolico alla puerpera, alla nascita del primo figlio, dalla “comare”, moglie del testimone di nozze. La sua forma riprende quella delle tazze “a ciotola”, poggia su un piede cilindrico ben pronunciato e presenta un labbro estroflesso ed un coperchio leggermente “ a cupola”.

