Immagine decorativa

Plastico

Nel 1711, alla morte di Giovanni Antonio, la stamperia passò al ramo guidato dal figlio Giuseppe, il quale acquistò alcune cartiere nei pressi di Bassano e potenziò la stamperia che aveva nel frattempo occupato buona parte del lato nord della Piazza San Giovanni, ora piazza Libertà. Nel 1738 Giuseppe avviò la fortunata produzione di carte decorate, in precedenza prodotte prevalentemente in Germania e in Francia. Nel 1742 gli successe Giambattista, sotto la cui direzione l’azienda compì il decisivo salto di qualità, acquisendo una sede a Venezia, nella merceria di San Salvador e divenendo la più grande casa editrice italiana. Tra 1760 e 1780 la ditta raggiunse dimensioni impressionanti. Per produrre stampe, libri, carta bianca, carte da parati di varia fattura, operavano quattro cartiere, diciotto torchi tipografici, trenta torchi calcografici e quattro per la carte miniate. Alle dipendenze dei Remondini erano dunque un migliaio di operai e alcune centinaia di venditori ambulanti, senza contare l'apparato per la distribuzione altrettanto complesso: una piccola libreria a Bassano, una grande a Venezia, due agenzie per il rifornimento di centinaia di venditori ambulanti a Pieve Tesino nel Trentino e a S. Pietro al Natisone in Friuli. Infine decine e decine di corrispondenti in Italia e in Europa, prevalentemente, nella penisola iberica e nell'Europa centro-orientale. I ricchissimi cataloghi che erano diffusi per l'Europa registrano allora assortimenti eccezionali di stampe, libri e carte.

Pubblicato: mercoledì, 05 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento: giovedì, 20 settembre 2012