Le carte decorate

Immagine decorativa

Il rapporto tra legno xilografico e carta decorata

Alla carta decorata, diffusissima soprattutto nel XVIII secolo, è dedicata un’intera stanza e la sua esposizione illustra in maniera evidente il rapporto tra il legno xilografico esposto nella parte verticale della vetrina, e la carta decorata, da parati e da ritaglio realizzate, poste sul piano della vetrina. Anche qui l’elemento sorpresa si unisce all’intento didascalico: il grande castello di legni xilografici mostra la bellezza delle matrici e permette di comprendere la differenza dei tre o cinque legni che costituiscono la xilografia, con i differenti colori per i quali venivano utilizzati.
A seconda della tecnica di realizzazione si possono individuare varie famiglie di carte decorate, vellutate, dorate, silografate, a colla, marmorizzate, in tinta unita: per il rivestimento delle pareti si utilizzavano soprattutto le cosiddette “vellutate”, mentre nei conventi per ornare reliquiari e dipinti devozionali e nei teatri per la decorazione degli ambienti era frequente l’uso delle “dorate”. Di carta dorata Remondini venne rivestito a Venezia nel 1792 il teatro La Fenice. Le carte silografate, a colla e marmorizzate erano le più utilizzate in legatoria, per le brochures di opuscoli e volumetti, e per rivestire mobili, cofanetti, scatole ed astucci di strumenti musicali. Le carte in tinta unita erano infine destinate alla cancelleria, come copertine di registri, di fascicoli e di quaderni.

Pubblicato: mercoledì, 05 settembre 2012 - Ultimo aggiornamento: martedì, 29 dicembre 2015