Sala 6
la porcellana Antonibon e Cozzi
Nella grande vetrina a muro è esposta la produzione della maggiore fabbrica di ceramica veneziana del Settecento, quella di Geminiano e Vincenzo Cozzi, attiva a San Giobbe dal 1764 al 1812, che si fregiava della marca dell’áncora, rivale nelle forme e nei decori di Pasquale Antonibon e della successiva gestione Baccin e Baroni.Le porcellane Cozzi degli anni ’60 sono caratterizzate dalla decorazione di ispirazione orientale, come è evidente nelle due piccole salsierine bianche ornate con fiori di pruno in colori naturali, marrone, verde, rosso, non siglate ma comunque riferibili alla manifattura veneziana. Un servizio di 24 piatti rosso, blu ed oro riferibile al 1770-1775, presenta ancora il motivo orientale del ponticello con bordo nei modi della porcellana giapponese di Imari, così come ancora caratterizzato dai motivi orientaleggianti sono i servizi di tazze con o senza manico, dove ponticelli a graticcio, pagodine e palme realizzati in rosso mattone sono accostati su diversi piani con una scelta asimmetrica del decoro ispirata al rococò francese. L’importanza del servizio con piccoli inserti di verzura con vedute di ville venete tratte dal repertorio incisorio di Francesco Costa risiede nella stupefacente varietà del decoro, diverso nei 23 piatti fondi, 48 lisci, 4 ovali grandi, 2 piccoli, 4 coppe per bere a piede basso del genere “crespina”, un piatto da portata ed una salsiera. Accompagnano il servizio di piatti altri servizi decorati da vari motivi. Dello stesso periodo è il servizio di tazzine con piattino e zuccheriera in porcellana bianca con piccoli rametti in oro, con i bordi sottolineati dalla fascia di blu di Prussia chiusa da un decoro dorato “a pettine”. Notevole è anche la tazza ornata con il motivo a mazzetti recisi nella quale il motivo a scaglie è proposto in verde, sempre con la sottolineatura dorata. Significative sono anche le tazzine con piattino con decoro a raggiera o “a striche”, secondo la classificazione degli inventari, con fiori stilizzati, nei modi del decoro delle “indiane”, tessuti in cotone a fiori di ispirazione orientale, attestata nella fabbrica veneziana nel 1775-80. Nel troumeau collocato sulla parete a destra di quella di fondo è esposto, infine, un interessante servizio da caffè composto da caffettiera, tazze a pozzetto, piattini e zuccheriera in porcellana bianca con maglie lobate e piccole fronde in rosso ferro e porpora.
Tazza da brodo con piatto
20 Settembre 2012Nella vetrina che ospita la tazza da brodo è esposto un eccezionale nucleo di ceramiche di fattura Antonibon. Il termine porcellana deriva da una conchiglia dei mari orientali, la Concha Venerea, che i portoghesi chiamarono “porsolana”. La porcellana è un tipo di ceramica molto prezioso e si caratterizza per compattezza, resistenza, impermeabilità , bianchezza e lucentezza. Già...
Tazza da brodo con vedute di porti
20 Settembre 2012La decorazione della tazza è in oro crisografato e in policromia. Nel piatto gruppi di figure in conversazione, con personaggi con turbanti, si collocano sullo sfondo di architetture e paesaggi, mentre sulla tazza sono raffigurati da un lato una veduta di un porto animato da velieri e mercanti con un turco in primo piano, dall’altro un gruppo di orientali. Sul coperchio da un lato, si vede...
Tazza da brodo con episodi di storia napoleonica
20 Settembre 2012La decorazione della tazza è all’interno di sei riquadri polilobati, collocati a due a due su tutti i pezzi e incorniciati da aquile stilizzate e rami fogliacei. Le scene rappresentano figure mitologiche ed allegoriche: sulla tazza, La fama consegna la vittoria ad un eroe cinto di lauro; sul coperchio, Mercurio ed una ninfa e La fama ed un amorino abbracciano l’erma dell’eroe, sul...
Gruppo raffigurante: Prudenza Fortezza Docilità e Abbondanza
20 Settembre 2012Il gruppo non dipinto è noto come “gruppo delle Virtù”.L’iconografia delle figure segue solo parzialmente il prontuario seicentesco dell’Iconologia di Cesare Ripa, che solitamente gli artisti utilizzavano per dare forma alle figure allegoriche. Se ne discosta infatti sensibilmente nella personificazione della Fortezza che è presentata più con gli attributi della Costanza, cioè...

