Il Seicento ed il Settecento

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La collezione di Giuseppe Riva: la linea classicista, il filone barocco e del reale, la pittura di paesaggio

La sala del Museo dedicata al XVII e XVIII secolo comprende opere di vario genere e provenienza. Il patrimonio più consistente della sala deriva dal lascito del padovano Giuseppe Riva, collezionista erudito che volle donare, nel 1876, un pregiato corpus di oltre 600 disegni da Carpaccio a Tiepolo, conservato ancor oggi integro nel Gabinetto Disegni e Stampe del Museo, e una parte consistente delle opere che compongono l’attuale Salone del Sei e Settecento con una lungimiranza collezionistica esemplare.Gli interessi di Riva sono rivolti alla pittura veneta tardobarocca, nella quale spicca la Circoncisione di Giambattista Tiepolo (1697-1770). Aprono la sezione tre tele religiose di Leandro Bassano che fanno da cerniera con la sala precedente dedicata ai seguaci di Jacopo e che documentano l’iconografia  della pala d’altare tra Cinque e Seicento e i modi della pittura del figlio di Jacopo. Già  agli anni ’30 del secolo è la linea classicista a prevalere, con le opere di Giulio Carpioni, Ruschi e Rénier. Un capitolo consistente e importante della collezione è costituito dalla pittura di paesaggio, un genere importante nella cultura di Seicento e Settecento qui rappresentato da Eismann, Daret, Ricci, Zuccarelli Marini e Zais. Ad illustrarci il filone realistico di inizio Settecento ci sono le tele del Magnasco e di Pietro Longhi, assieme al busto Autoritratto e una serie di nove piccole sculture in terracotta di Orazio Marinali che documentano l’opera di non meno importanti artisti locali, protagonisti della scultura barocca a Venezia, a Padova e a Vicenza.

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San Giovanni Battista

L’opera - proveniente dall’altare di San Giovanni Battista, situato nella cappella del Santissimo Sacramento della chiesa di San Giovanni Battista a Bassano - raffigura il Battista nel deserto ed è esposta sul retro della struttura marmorea a cui è appeso il Refettorio dei frati osservanti di Magnasco. Il giovane, dalla fisionomia un po’ rude, si china in avanti ad accarezzare...

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Refettorio dei frati osservanti

E’ uno dei capolavori di Magnasco. All’interno di un enorme edificio a tre navate è in svolgimento un affollato e sontuoso banchetto di frati. La scena è vista secondo un punto di vista rialzato, a volo d’uccello. Nella navata centrale, i frati, minuscoli rispetto alla architettura grandiosa, si dispongono lungo tre grandi file di tavolate che si sviluppano in profondità e convergono...

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Ercole e l’idra, Perseo, Flora, busto maschile, Pastore e giovenca, Madonna con Bambino, Sant’Antonio, Carità, Cristo deposto.

Le terrecotte, dalle forme mosse e dal carattere molto monumentale malgrado le piccole dimensioni, hanno un modellato molto finito. Ciò induce a credere che si tratti di modelli preparatori che il capobottega approntava per la realizzazione dei vari soggetti commissionati. Usualmente, oltre a servire per la specifica commissione, tali tipi di modelli, come anche gli studi grafici...

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San Sebastiano

Dall’altro lato del Salone un’interpretazione particolare del classicismo seicentesco e del naturalismo di Caravaggio ad opera di Nicolas Régnier, caratterizzata da un’elegante studio dell’anatomia, da forme morbide e da una luce soffusa che accarezza i corpi. Nell’opera dell’artista francese, attivo a Roma e a Venezia, il momento del martirio diviene già beatitudine nello...

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La Circoncisione

L’opera più importante della sezione settecentesca è la Circoncisione di Giambattista Tiepolo (1696-1770), un bozzetto non finito da cui emerge, in vari punti, la preparazione a bolo rosso che purtroppo disturba la fruizione della tela nel suo insieme. Ancora incerto sul piano compositivo, il dipinto disperde l’attenzione su quattro gruppi di figure apparentemente senza legame con...

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Paesaggio campestre

La veduta di gusto arcadico, che nel Settecento conquista il paesaggio veneto, è ripresa in questa tela di Giuseppe Zais, Paesaggio campestre databile intorno al 1740: il punto di vista ribassato regala naturalezza ad una scena di gusto classicheggiante con quinte sceniche di alberi ai lati e fuga prospettica centrale. Lo stile pittorico di tocco e certe increspature luminose ricordano la...

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Pastorella col cesto o Pastorella con gallo

La Pastorella col cesto o Pastorella con gallo è parte di un insieme di quattro dipinti, attribuiti in origine a Giuseppe Maria Crespi, ricondotti alla prima produzione di Pietro Longhi da Pallucchini per analogie formali con il Pastorello, conservato presso la Pinacoteca del Seminario di Rovigo, e con alcune tele presenti nella collezione Gatti Casazza.Sono le prime opere dove Longhi...

Pubblicato: mercoledì, 29 agosto 2012 - Ultimo aggiornamento: venerdì, 22 aprile 2016